Ieri era domenica, ma la sveglia ha suonato alla stessa ora degli altri giorni, solo che più passa il tempo e più la notte è ancora fonda. Mi sono svegliato con un'immagine singolare, osservata qualche giorno fa dall'automobile: due anziane signore bellamente in posa che si facevano fotografare da una terza anziana signora nel piazzale di un distributore di benzina di un insignificante paesello. Grande espressione dell'arte decadente, degna di un film di Fantozzi, lì per lì ho pensato a quanto fosse bello che ci fosse così tanta differenza tra gli esseri umani anche solo nella definizione di "paesaggio interessante"!
Concentrato in queste bucoliche riflessioni ho messo sù un po' di musica, mentre barcollando giravo per casa accendendo le luci.
Sceso in cucina mi sono dedicato al primo rito della giornata: scolarmi beato il flaconcino di fermenti lattici, quelli comprati al supermercato che, risaputamente, non servono assolutamente a niente ma che sono dannatamente buoni! Ora come ora ne ho una scorta al gusto arancio, ne consiglio la prova.
Alle 7,30 sono a casa di un amico, alle otto siamo al solito posto di ritrovo. Facciamo due macchine, in tutto siamo in nove, dirigiamo verso Fenestrelle. Superato il paese deviamo verso il villaggio di Laux, dove lasciamo le auto. La meta sono i Laghi dell'Albergian, nella parte alta dell'omonimo vallone. Lungo lo stesso percorso passa la tappa D39 di Via Alpina, che, in realtà, parte da Usseaux, attraversa la Statale del Sestriere e scende a Laux. Da qui seguiamo una lunga strada sterrata che sale alla Bergeria del Laux. Ricordo, molti anni fa, che questa strada non c'era ed il vallone era percorso integralmente da una mulattiera militare. A quel tempo venir giù dal Colle dell'Albergian a Laux era considerata una delle discese in mountain bike più belle in assoluto. Mi sembra di parlare di altre ere geologiche...
Oltre la Bergeria, ancora densamente popolata di mucche al pascolo, continuiamo sul vecchio sentiero, sempre ben evidente nonostante i guai alluvionali che anche qui si son fatti vedere a seguito, probabilmente, dei due mesi di pioggia a inizio stagione. L'ambiente si fa sempre più bello, aperto e panoramico. Io me ne sto abbastanza per i fatti miei, o molto avanti o molto indietro, ostentando una sociofobia che ormai è cronica. Però è bello sapere che gli amici sono lì vicino, consci delle mie paranoie caratteriali ma sempre pronti a fare ciò che ci si aspetta dalle persone speciali.
Ad un tratto di un lungo traverso, ormai in vista del Colle dell'Albergian, deviamo verso sinistra, seguendo un'indicazione per i Laghi dell'Albergian (e abbandonando la Via Alpina, che, valicato il colle, scende a Balsiglia, nel Vallone di Massello). Così saliamo al Ricovero Laghi dell'Albergian, una grande caserma diroccata, messa in splendida posizione. Appena lì sopra c'è il primo lago, piuttosto ampio, circondato per circa un terzo da un bel prato al sole, dove troviamo un pietrone piatto che sembra proprio un tavolo! Al solito salta fuori un banchetto degno di un desco reale, che impegna tutti quanti per lungo tempo. Io, che non posso praticamente mangiare niente né bere niente, sostanzialmente guardo, evitandomi un sovraccarico di salumi, formaggi e roba unta, e ritrovandomi alla fine in perfetta salute e depresso...
Segue il meritato sonnellino sul prato che aiuta la digestione ma predispone anche alle idee bislacche: sfidando le gambe legnose, il fiatone ed i palesi sintomi dell'infarto decidiamo, quasi tutti, di proseguire verso i laghi più alti. Purtroppo di questi è rimasto poco, solo il più alto è ancora lì, piuttosto "magro" e gelato per circa due terzi della superficie. Ma visto che siamo qui, perché non proseguire fino al colle lassù, giusto per vedere cosa c'è dall'altra parte? ("One step beyond", appunto...). E così caracolliamo ancora fino ai 2676 metri di questo anonimo colle, che si affaccia su un vallone impervio e inospitale.
Non ci resta che tornare indietro, seguendo, sotto il Ricovero Laghi dell'Albergian, un altro percorso, da questa parte del vallone, fino alla Bergeria dell'Albergian, per poi tornare sull'itinerario di salita (e sul tracciato di Via Alpina). Alla fine ci siamo fatti più di 1300 metri di dislivello, sempre in ambiente molto bello, accompagnati da una bella giornata di sole.
Resta il tempo, ormai nell'oscurità, di fermarmi a cena da un paio di amici, prima di risalire a casa per godermi l'acqua calda prodotta dalla caldaia nuova. E poi una bella dormita che, prima volta dopo mesi, si è protratta fino alle sei di questa mattina senza interruzioni. Camminare fa bene...