Capita sempre così: vedi una cosa, te ne viene in mente un'altra, ne pensi una terza...
Ero sul treno, qualche giorno fa, fermo ad una piccola stazione. Oltre il finestrino guardavo il cartello che avvertiva di non attraversare la linea gialla. Il divieto era ripetuto in inglese: "do not cross beyond the yellow line".
Beyond. Dove avevo già sentito quella parola?
Ma certo, la super famosa canzone dei Madness, con quel travolgente riff di tromba e il ritornello gridato dal cantante con voce roca, che ha fatto ballare tutti quelli che erano o si sentivano giovani all'inizio degli anni '80 al ritmo di uno ska che non si sapeva neanche bene che cosa fosse...
Già... One step beyond... "Un passo oltre", per il mio inglese fantasioso.
E come si potrebbe spiegare meglio ciò che spinge le persone ad andare in montagna? La volontà di fare ancora un passo più in là, vedere cosa c'è oltre, senza un apparente motivo se non la curiosità e la voglia di scoprire, fuori nel mondo e dentro di sè.
Da una considerazione così spericolata all'idea di inaugurare un blog sul tema il passo è stato breve: il treno non era ancora ripartito che avevo già deciso.
Eccoci qua, dunque, a giocare con i pensieri profondi, a farci domande e a scimmiottare risposte. Tanto per avere una scusa per continuare a parlare di uomini e di avventure in montagna, l'attività umana più splendidamente inutile e vana alla quale, proprio per questo, non possiamo rinunciare...